“La chiusura del centro è un grande vantaggio per tutti” “La chiusura del centro è un grande vantaggio per tutti”
Ascoli Piceno: uno splendido esempio di civiltà. In questo articolo vi proponiamo un interessante articolo di Paola Pierdomenico contro la cecità e l’ignoranza della politica... “La chiusura del centro è un grande vantaggio per tutti”

Ascoli Piceno: uno splendido esempio di civiltà. In questo articolo vi proponiamo un interessante articolo di Paola Pierdomenico contro la cecità e l’ignoranza della politica che governa i nostri comuni, la quale non si accorge che in tutto l’Italia esistono strepitosi luoghi in cui la qualità della vita occupa il primo posto.

– Centro invaso dalle macchine. Parcheggio selvaggio. Divieti violati.

Sono solo vecchi ricordi per Ascoli Piceno, il capoluogo di provincia delle Marche con quasi 50mila abitanti, amministrato dal sindaco Guido Castelli di centrodestra, che da ormai dieci anni ha scelto di chiudere il centro storico per rilanciare la città.

Per preparare i cittadini a questo cambiamento, il sindaco ha accompagnato la chiusura alla riqualificazione delle strade perché la gente si abituasse gradualmente a farne a meno. Una scelta di cui si dice soddisfatto tanto da pensare di ampliare le zone di pedonalizzazione.

Da quanti anni è chiuso il centro storico?
“Una bella fetta è ormai chiusa dal 2003 – dice Castelli – e stiamo ragionando sull’inserimento di nuove ztl, zone a traffico limitato. Siamo partiti pedonalizzando un’arteria molto importante della città che attraversa una delle due piazze principali e cioè piazza Arringo. Una porzione di territorio quindi è assolutamente interdetta al traffico e poi ci sono ztl di contorno”.

Quali sono state le problematiche principali?
“Il vero problema in tutta questa questione è lo stress che si crea nelle persone per la modifica dello stile di vita. Nel nostro caso, a risentirne di più dal punto di vista dello stress, sono stati i commercianti”.

Quali soluzioni avete proposto quindi?
“Abbiamo chiuso l’arteria principale del centro per alcuni interventi di riqualificazione. I lavori sono andati avanti per diverso tempo e in questo periodo i cittadini si sono quasi abituati a fare a meno di quella strada. Se dovessi consigliare una strategia per la rimodulazione dell’accessibilità urbana nel centro storico direi di accompagnarla con importanti progetti di riqualificazione”.

Quali sono i benefici di questa strategia?
“Da una lato si abbellisce la città e dall’altro si abitua la gente a nuovi stili di vita con la possibilità concreta di sperimentare nuovi metodi di gestione del traffico”.

I residenti come hanno reagito?
“All’inizio i residenti sono stati più favorevoli rispetto, per esempio, ai commercianti. E’ evidente, però, che bisogna garantire quanto più possibile degli spazi di sosta in una città antica e medievale come può essere Ascoli o anche Viterbo”.

E se un residente dovesse chiamare un idraulico?
“Ci sono i dissuasori a scomparsa che rendono comunque possibile l’accesso, in caso di indigenza motivata o di soccorso. Le colonnine si alzano e si abbassano grazie a dei telecomandi. Il centro storico del resto non è un fortino, funziona a traffico interdetto limitato, delimitato da apparecchiature che consentono la viabilità del centro”.

Quali sono i vantaggi economici per la città?
“Se si parla di città storiche, come Viterbo o Ascoli, i vantaggi sono incalcolabili, nonché alti – commenta Castelli -. Ormai il sistema moderno è orientato sulla qualità della vita. I nostri commercianti per primi ne hanno tratto vantaggio. Anzi, Ascoli sta pensando a ulteriori pedonalizzazioni perché abbiamo visto che per la qualità della vita e per il commercio ci sono grandi benefici. Sono soddisfatto della situazione ascolana e sto pensando ad aumentare le zone. Invito a riflettere davvero sulla possibilità di chiudere il centro”.

Le difficoltà, quindi, sono superabili?
“L’importante è creare da subito degli spazi di sosta alternativi, perché non si può agire sul traffico senza pensare alla sosta. Bisogna modulare il piano in maniera che chiusura e individuazione di parcheggi viaggino in sincrono”.

Quanti posti macchina ha creato per la chiusura?
“In questa prospettiva, abbiamo realizzato già dagli anni ’90 due grandi parcheggi che oggi garantiscono 450 posti. Ci sono comunque altri spazi all’interno del centro storico che, come ho detto, non è completamente interdetto”.

Soddisfatto per questa scelta?
“In dieci anni – conclude Castelli -, continuando a riqualificare e intervenire sulle strade, anche quelle più piccole, la scelta di chiudere il centro è stata sempre più condivisa. I problemi e le difficoltà iniziali sono state superate. Ripeto, cambiare le abitudini provoca sempre degli stress. La scelta di pedonalizzare quindi non deve essere ideologica, ma pragmatica e ragionata perché i vantaggi ci sono”.

Paola Pierdomenico

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Luciano Mondello

Luciano Mondello svolge l'attività di libero Professionista (Architetto) dal 1997. E' titolare dell'omonimo Studio di Architettura, Urbanistica e Design.