Lavoro, ‘non prendo lo stipendio da otto mesi’: tutta colpa del Mecenatismo Lavoro, ‘non prendo lo stipendio da otto mesi’: tutta colpa del Mecenatismo
Il Feudalesimo e il Mecenatismo in Sicilia non sono mai finiti! Una dichiarazione, questa, che lascia molto amaro in bocca. A quanto pare questi... Lavoro, ‘non prendo lo stipendio da otto mesi’: tutta colpa del Mecenatismo

Il Feudalesimo e il Mecenatismo in Sicilia non sono mai finiti! Una dichiarazione, questa, che lascia molto amaro in bocca. A quanto pare questi momenti storici, retaggio del passato, vivono ancora in molti comuni siciliani. Di fatto, nonostante siano passati quasi 800 anni da quei periodi storici, la gestione del potere di pochi ai danni dei molti subalterni è ancora pregnante ed evidente nella nostra società.

Il Feudalesimo dei nostri tempi: l’imprenditoria e i lavoratori con lo stipendio ‘molto’ posticipato

Alcuni grandi imprenditori di oggi possono essere paragonati ai possidenti terrieri (Signori) di una volta; i lavoratori però sono rimasti sempre gli stessi, con i loro problemi e le loro precarietà, ma con un’aggravante peggiore: percepiscono il loro stipendi anche dopo quasi otto mesi. Una situazione nettamente peggiore dal feudalesimo del 1200. Il potere, allora, era rappresentato dalla terra, oggi, invece, la stessa autorità è rappresentata dall’imprenditoria, quella che dà lavoro ai tanti giovani sprovveduti ma bisognosi. I settori d’impiego sono quasi sempre gli stessi: la gestione dei rifiuti, la grande distribuzione, le società di servizi, l’immigrazione ecc.

Ma anche la politica ci mette del suo. Pensiamo per esempio a quei giovani che decidono di rimanere nel proprio luogo di nascita per andare ad occuparsi del rimboscamento di intere fette di territorio limitrofi ai comuni di appartenenza. Parliamo dei lavoratori del bosco. Intere generazioni hanno occupato ed occupano le graduatorie dei 101nisti e dei 151unisti, lavoratori che hanno nel loro DNA la precarietà, voluta giustappunto dalla politica, quella degli anni passati.

Il Mecenatismo nel 2017: molti imprenditori con il ‘pallino’ della politica

Per quanto riguarda il secondo fenomeno, ovvero il ‘mecenatismo’, diciamo che nel ‘400 questo atteggiamento culturale era in voga nelle signorie delle grandi città italiane: Firenze, Roma, Milano e così via. La principale motivazione di questo atteggiamento post medievale stava nel fatto che il signore che governava la città doveva dimostrare ai propri sudditi la propria fama, il proprio potere e il proprio prestigio attraverso l’abbellimento e il decoro ‘artistico’ dei propri immobili (palazzi) e degli ambienti interni alle proprie abitazioni.

Nella storia dell’arte, il 1400 e il 1500 vengono ricordati spesso con il termine ‘Rinascimento’. Spiccano alcuni importanti personaggi geniali che a quell’epoca realizzarono le opere artistiche più importanti oggi al mondo; ricordiamo per esempio i vari Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio ecc. Questi ultimi sono considerati gli esponenti di questa fase storica e culturale quattrocentesca. Loro, in cambio delle realizzazioni dei capolavori artistici (affreschi, dipinti, sculture e architetture) avevano assicurato da parte del Signore di turno, vitto, alloggio e anche del denaro in moneta sonante.

Lavoratori… almeno sulla carta: “io non percepisco lo stipendio da oltre otto mesi”, la colpa è del Mecenatismo contemporaneo

Fatta questa premessa, ci si chiede: perché parliamo di feudalesimo e di mecenatismo? Perché a distanza di quasi 800 anni, questi due fenomeni culturali e sociali, purtroppo, sembrano ancora coesistere nella nostra società contemporanea. Il bisogno spasmodico di un Mecenate, la volontà da parte dei cittadini di trovare qualcuno che dia loro un posto di lavoro diventa prioritario rispetto a tutto, anche a discapito dei loro stipendi: a proposito…. qualcuno non li percepisce da troppo tempo. Eppure ha il coraggio di sentirsi ancora un lavoratore… almeno sulla carta.

Spesso si sente qualche lavoratore lamentarsi, recitando a memoria la solita frase: “si lavoro, ma non percepisco lo stipendio da più di otto mesi”. Eppure quel lavoratore si reca a lavoro ogni giorno e a proprie spese.

La cosa che più di tutto fa impressione è che oramai ci si è rassegnati a questa tendenza inesorabile. Si è persa la ragione di discernere persino il bene dal male. Non si riflette più e non si è neanche capaci di accennare un’azione coesa di dissenso verso questa ignobile e inqualificabile prassi tutta italiana.

Otto mesi senza stipendi: è normale? No! “Se denunciamo, una fila lunghissima di lavoratori è pronta a sostituirci”

Per queste persone il male peggiore non è rappresentato dalla mancanza puntuale del loro stipendio a fine mese, piuttosto perdere lo ‘status’ di lavoratore e non potersi più recare presso il proprio luogo di lavoro. Molti di loro non denunciano questa inaccettabile situazione per paura di essere licenziati; in fondo, una folta schiera di persone, oggi in attesa di lavoro, prenderebbe immediatamente il loro ambitissimo posto a tempo ‘molto’ determinato. Detto questo, la loro opinione sui propri datori di lavoro è quasi sempre positiva (almeno ufficialmente) e non ci si chiede come mai i loro sacrosanti stipendi arrivino dopo mesi di agonia. Intanto, gli indebitamenti si sommano a quelli dei mesi precedenti.

E allora: non è forse questo il modo migliore per tenere al guinzaglio centinaia di lavoratori per il proprio tornaconto personale? Insomma, qualcuno direbbe: “un cane che si morde la coda!” Non dimentichiamo, inoltre, che proprio questa condizione di bisogno di cui abbiamo lungamente dato conto, nel momento delle elezioni amministrative, servirà anche per trasformare gli stessi bravi e solerti lavoratori, in ottimi e sicuri elettori. Proprio per questa ragione, se andassimo a controllare solo per un attimo chi sono stati i nostri amministratori in questi ultimi anni, ci accorgeremmo che la maggior parte di loro è compresa tra i ranghi degli imprenditori mecenati di cui parlavamo in premessa. Nella medesima classifica troveremmo, inoltre, anche una categoria gettonatissima: i sindacalisti, titolari di Caf e Patronati.

Le prossime elezioni amministrative si avvicinano: ecco che arrivano tutti gli arretrati. Una premonizione? No, una semplice considerazione

Un dato macroscopico questo, il quale non lascia dubbi circa il fatto che oggi fare politica non è una prerogativa di tutti ma solo di pochi. Quei pochi, oramai da tempo, gestiscono il potere ed il controllo delle sorti economiche e finanziarie dei tanti elettori, sempre più convinti di sposare la causa dei candidati sindaci mecenati, solo per il bene della collettività.

Intanto i mecenati contemporanei stanno iniziando ad organizzarsi, pensando già alle prossime ed imminenti elezioni amministrative e presto saranno i nuovi sindaci pronti a risolvere i problemi economici dei comuni che andranno a governare, per mezzo dei preziosi voti dei tanti lavoratori in attesa dei loro stipendi che presto giungeranno per incentivarli a votare i loro mecenati.

Luciano Mondello

Luciano Mondello svolge l'attività di libero Professionista (Architetto) dal 1997. E' titolare dell'omonimo Studio di Architettura, Urbanistica e Design.

No comments so far.

Be first to leave comment below.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *