Raccolta differenziata, il grande bluff: 50 Comuni siciliani conferiscono l’umido in discarica Raccolta differenziata, il grande bluff: 50 Comuni siciliani conferiscono l’umido in discarica
Il bluff della raccolta differenziata in Sicilia – Pochi giorni fa, precisamente il 18 luglio scorso, un titolo clamoroso campeggiava sulla prima pagina del... Raccolta differenziata, il grande bluff: 50 Comuni siciliani conferiscono l’umido in discarica

Il bluff della raccolta differenziata in Sicilia – Pochi giorni fa, precisamente il 18 luglio scorso, un titolo clamoroso campeggiava sulla prima pagina del Giornale di Sicilia: “Raccolta differenziata, in 50 Comuni siciliani poi l’umido finisce in discarica”. Il pezzo riportava la firma del noto giornalista Giacinto Pipitone.

Un articolo del GdS svela il grande bluff della raccolta differenziata in Sicilia

Incuriosito dalla clamorosa notizia, subito, mi precipito a prenderne visione del suo contenuto. Leggo inizialmente un’interessante introduzione, la quale mi informa che finalmente in Sicilia la raccolta differenziata è cresciuta, fino ad attestarsi in maniera stabile al 21%. Non solo, ma la previsione è quella di raggiungere il dato del 40%, già nei primi mesi del prossimo anno. Un dato, questo, del tutto apprezzabile e che testimonia in maniera evidente la buona volontà da parte dei siciliani di voler cambiare registro da questo punto di vista.

Continuando a leggere l’articolo, però mi accorgo del rovescio della medaglia: dopo che le famiglie siciliane, con meticolosità e attenzione, ogni settimana dedicano parte del loro prezioso tempo per separare tutte le tipologie di materiali di scarto, ci si accorge che (come per magia), dopo la raccolta da parte degli addetti, l’immondizia precedentemente separata finisce nuovamente insieme a quella indifferenziata. Questo metodo avviene di fatto in 50 Comuni della Sicilia orientale. Roba da non crederci, direbbe qualcuno! Ma invece – stante a quello che si legge in quell’articolo – il sistema funziona proprio così.

Ma allora, mi chiedo: come mai continua ad avvenire tutto questo? Secondo la spiegazione degli addetti ai lavori, a quanto pare, mancherebbero ‘fisicamente’ i famosi impianti di compostaggio, impianti necessari cioè al trattamento della parte umida dei rifiuti (compost). Il risultato è che in parecchi Comuni siciliani (dalle prime indiscrezioni sarebbero 50) l’immondizia separata con meticolosità dai cittadini e dalle famiglie siciliane verrebbe reintrodotta all’interno delle discariche, rimescolandola a quella indifferenziata. Insomma, una sorta di cane che si morde la sua coda!

Dati statistici sulla raccolta differenziata totalmente inattendibili

Non mi soffermo sull’analisi statistica relativa ai dati della raccolta differenziata contenuta in quel pezzo giornalistico, in quanto gli stessi sarebbero – secondo l’opinione dell’autore dell’articolo – totalmente inattendibili. Giacinto Pipitone, infatti, ritiene che il processo legato alla raccolta e alla selezione dell’immondizia fatta da parte dei cittadini non segue un processo lineare e soprattutto viene interrotto prima del suo iter finale, così come prescrive la norma regionale.

«A fronte della notevole crescita della differenziata, inaspettata per molti operatori ma prevedibile visto le misure messe in campo, non è corrisposta la crescita della capacità di trattamento». Queste, le parole di Salvatore Cocina, direttore responsabile dell’Ufficio Speciale.

Non mischiamo le carte in tavola: la verità sulla raccolta differenziata in Sicilia, mancano almeno 47 impianti di compostaggio

Per chiarire più nel dettaglio il significato di ‘capacità di trattamento’, espressione utilizzata dallo stesso Cocina nella parte conclusiva della sua dichiarazione, proviamo a dare una spiegazione più precisa di questa definizione: da quello che si sa, la parte umida dei rifiuti, una volta separata accuratamente dai cittadini e raccolta dagli operatori, dovrebbe essere successivamente conferita negli appositi impianti di compostaggio, seguendo una strada diversa rispetto a quella utilizzata per il conferimento della indifferenziata nella pubblica discarica. Quest’ultimo passaggio però, stante alla verità raccontata da Cocina, non avverrebbe affatto. Non avviene perché sono insufficienti o mancano del tutto proprio gli impianti di compostaggio, nonostante l’ingente stanziamento economico per crearne di nuovi, per l’esattezza 47.

A tal proposito Cocina scrive: “la frazione organica che non può trovare recapito negli appositi impianti o viene smaltita nelle discariche o viene riunita nell’indifferenziata e sempre inviata in discarica o non viene neppure raccolta separatamente. Gli sforzi fatti vengono così vanificati».

Randazzo tra i comuni che mischierebbero l’umido insieme alla indifferenziata

Lo stesso responsabile dell’Ufficio Speciale rivela anche i nomi dei comuni coinvolti in questa pratica divenuta da tempo una vera e propria prassi: «a Ragusa, Belpasso, Misterbianco, Vittoria, in molti centri del Siracusano, Montalbano Elicona, Randazzo».

Se dovesse appurarsi la veridicità dei fatti descritti nell’articolo del Giornale di Sicilia, questo rappresenterebbe di certo un fatto gravissimo per l’intera collettività e che renderebbe necessario ed indispensabile che ci siano ulteriori approfondimenti di carattere investigativo oltre che giudiziario.

Fonte: Giornale di Sicilia

Luciano Mondello

Luciano Mondello svolge l'attività di libero Professionista (Architetto) dal 1997. E' titolare dell'omonimo Studio di Architettura, Urbanistica e Design.

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