PNRR Borghi: 3.349 interventi, ora la sfida è la gestione

Il PNRR Borghi chiude con 3.349 opere in 315 piccoli comuni: ora servono modelli stabili per gestire spazi e servizi.

Il PNRR Borghi chiude con un bilancio positivo. Sono stati completati 3.349 interventi in 315 piccoli comuni, oltre il target europeo di 3.250. I dati sono stati presentati a Roma agli «Stati Generali dei Borghi PNRR Piccoli Borghi», dal 16 al 18 settembre. Adesso si apre una fase nuova: far vivere nel tempo opere e servizi.

PNRR Borghi, i numeri del programma

Il programma ha mosso circa 1 miliardo di euro. Ha coinvolto 315 borghi e finanziato 232 progetti di rigenerazione: 21 progetti pilota scelti da Regioni e Province autonome e 211 progetti locali dei Comuni. I progetti sono il piano di lavoro. Gli interventi sono le singole opere: 410 fanno parte dei progetti pilota.

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha commentato: «Con il PNRR Cultura abbiamo coinvolto 315 borghi in tutta Italia, finanziando 232 progetti di rigenerazione e portando a compimento 3.349 interventi, superando l’obiettivo europeo fissato a 3.250».

I lavori riguardano:

  • recupero del patrimonio culturale;
  • riqualificazione degli spazi pubblici;
  • nuovi servizi e strutture per il turismo.

Le due linee di finanziamento

Il programma parte a fine 2021, dentro la Missione 1 del PNRR. È diviso in due linee:

  • Linea A: 420 milioni per 21 borghi pilota, uno per territorio, spesso disabitati o a rischio abbandono;
  • Linea B: 380 milioni iniziali per progetti locali scelti tramite un avviso ai Comuni.

All’inizio erano previsti 250 centri. Nel 2022 sono stati assegnati 363 milioni a 289 borghi. Alla fine i borghi coinvolti sono diventati 315. La Linea A puntava a riportare lavoro e vita sociale nei centri più fragili.

Alcuni esempi di rigenerazione dei borghi

Rocca Calascio Luce d’Abruzzo ha ricevuto 20 milioni per restaurare la Rocca, creare un museo multimediale, un albergo diffuso e percorsi ciclopedonali. A Campolo, frazione di Grizzana Morandi, il progetto Da Campolo l’arte fa Scola recupera edifici vuoti e crea una scuola di alta formazione per il restauro. A Sabbioneta 1,6 milioni hanno rinnovato Palazzo Forti e il verde lungo le mura. Elva, nelle Alpi cuneesi, punta sul teleriscaldamento a biomassa. Rapone Paese delle Fiabe, in Basilicata, apre una biblioteca sulle fiabe del Sud e valorizza il patrimonio boschivo.

Imprese Borghi, 2.657 attività sostenute

Una parte dei fondi è andata all’economia locale. Il Bando Imprese Borghi, gestito da Invitalia, ha aiutato micro, piccole e medie imprese di cultura, turismo, artigianato, commercio e agroalimentare. Nel 2023 sono arrivate 4.381 domande per quasi 368 milioni, a fronte di 188 disponibili.

  • contributo fino a 75mila euro per impresa;
  • copertura fino al 90% delle spese;
  • fino al 100% per alcune nuove imprese giovanili o femminili.

Alla fine le iniziative finanziate sono 2.657.

Il ruolo dei piccoli comuni

Per l’Anci il risultato nasce dal lavoro comune tra enti e comunità. Il presidente Gaetano Manfredi ha detto: «È stato applicato un metodo di governo che ritengo molto positivo, basato su un coinvolgimento reale delle comunità». Hanno partecipato anche imprese, associazioni e Terzo settore. I piccoli comuni hanno gestito progetti, gare e cantieri con pochi tecnici, affiancati da ALES e Cassa Depositi e Prestiti. L’Anci propone ora reti di comuni che condividano competenze, servizi e strategie.

Dopo il PNRR Borghi serve una gestione stabile

Finiti i cantieri, arriva la parte più difficile. Edifici, piazze e servizi hanno bisogno di manutenzione, personale e fondi. Le priorità indicate dai sindaci sono:

  • cooperazione tra enti locali;
  • modelli gestionali stabili;
  • sostegno alle imprese culturali;
  • tutela delle competenze tecniche nate con il PNRR.

Il Ministero della Cultura ha avviato un tavolo tecnico per esaminare le richieste e coordinare nuovi fondi per cultura, casa, servizi, lavoro e ambiente.

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